Chirurgo plastico: tre domande che avreste sempre voluto fargli

Chirurgo plastico e pazienti: una relazione basata sulla fiducia, sulla consapevolezza delle proprie scelte e sulla professionalità. Abbiamo selezionato per i nostri lettori tre fra le domande che ci vengono rivolte più spesso durante i colloqui conoscitivi, ovvero alle prime consulenze. Momenti in cui chirurgo plastico e paziente iniziano a conoscersi reciprocamente e a vagliare necessità e aspettative. Una fase di analisi a 360° che coinvolge il chirurgo plastico nei desideri del proprio paziente e in ciò che lo spaventa, così da studiare un approccio terapeutico e chirurgico personalizzato e strutturato sul singolo caso.

chirurgo plastico

Le prime tre domande che molto spesso vengono poste al chirurgo plastico

Il Botox è pericoloso?

La tossina botulinica (probabilmente a causa del nome che porta) tende a destare nei pazienti sentimenti di paura. Questi sentimenti negativi nei confronti del botox sono spesso stati alimentati anche dalla cattiva informazione e da alcuni brutti esempi arrivati da alcuni personaggi famosi. Visi gonfi, eccessivamente “tirati” o totalmente privi di espressione, sono immagini che incontriamo di frequente su schermi e rotocalchi e senz’altro i peggiori riferimenti che possiamo avere in materia di botox. La tossina botulinica deve ovviamente essere somministrata attenendosi alla mappa anatomica del viso e di tutti i suoi muscoli e nervi. La precisione millimetrica che limita eventuali complicanze e garantisce un risultato naturale, disteso è fresco è strettamente legata alla professionalità del medico chirurgo plastico che esegue il trattamento. Operatori del settore estetico che si improvvisano in trattamenti a base di punture e di tossina botulinica rappresentano un rischio molto elevato.

 

È doloroso?

Molti dei trattamenti di medicina estetica che si svolgono in ambulatorio non sono affatto dolorosi, non a caso per questi non è prevista anestesia. Per gli interventi di chirurgia plastica vanno fatte importanti distinzioni ma in linee molto generali possiamo dividere gli interventi in quelli che vengono eseguiti in anestesia locale e in day hospital e gli interventi di chirurgia plastica maggiori che vengono eseguiti in anestesia generale e che prevedono almeno una notte di ricovero. Gli interventi di chirurgia plastica pertanto non sono dolorosi di per sé, dato che il corpo 0 la parte vengono anestetizzati. A dover essere gestito in modo corretto e scrupoloso è piuttosto il decorso post-operatorio. Un buon chirurgo plastico saprà starvi accanto anche dopo l’intervento, prescrivervi i trattamenti adeguati per tenere sotto controllo il dolore e trasferirvi tutte le dritte per recuperare al meglio.

 

Le protesi al seno possono scoppiare?

La credenza più comune è che le protesi al seno siano a rischio rottura soprattutto se sottoposte a sbalzi di pressione come per esempio durante i viaggi in aereo. Fondamentale precisare che le protesi moderne utilizzate oggi in chirurgia plastica sono composte dai migliori materiali (siliconi o soluzioni saline) e sono realizzate per non subire la pressione. Inoltre oggi i chirurghi plastici fanno molta attenzione anche alla superficie delle protesi che propongono ai pazienti. Queste devono essere infatti testurizzate sull’intera superficie affinché il risultato finale sia quello di un seno naturale sia alla vista che al tatto. Per evitare l’insorgenza di qualsiasi problematica, è consigliabile comunque sottoporsi ad un controllo specialistico una volta ogni cinque anni dopo l’impianto della protesi.

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