La mastoplastica additiva, ovvero l’intervento di chirurgia plastica che serve ad aumentare il volume del seno, è ormai effettuato molto di frequente e, rispetto ad alcuni anni fa, per i possibili pazienti che devono valutare se sottoporsi o meno all’intervento, reperire informazioni al riguardo (nonché testimonianze di amici e conoscenti) è diventato molto più semplice.

Purtroppo però, l’aspetto negativo è anche una più alta possibilità di lasciarsi ingannare da chirurghi che promettono risultati eccezionali e interventi perfetti senza alcuna limitazione. Queste promesse però non sono sempre fatte nel nome del buon senso e del buon gusto.

In un intervento come quello della mastoplastica additiva, infatti, il buon gusto del chirurgo che esegue l’intervento è fondamentale, così come la capacità di riuscire a recepire i desideri del paziente in maniera adeguata così da poterne soddisfare le aspettative senza però andare a intervenire negativamente sull’armonia generale della figura.

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Cattivi esempi di mastoplastica

Se da un lato è possibile donare nuovamente armonia al corpo di una paziente e procurarle in questo modo anche un nuovo stato di benessere psicologico, dall’altro non sempre è detto che aumentare il volume del seno porterà alla paziente il giovamento desiderato. Un seno visibilmente artificiale o sproporzionato rispetto alle spalle o al resto del corpo della paziente, potrebbero essere due esempi.

Fondamentale è infatti il buon gusto del chirurgo, accompagnato ad un certo gradi di professionalità ed onesta intellettuale che lo portino a consigliare il paziente per il bene dello stesso e non semplicemente a soddisfare anche le richieste che non tengono conto di molte variabili.

Dovere del chirurgo infatti è quello di accompagnare la paziente che sceglie di dare più volume al proprio seno con la mastoplastica in un percorso non soltanto fisico, ma psicologico che, stabilito di comune accordo, porti ad un risultato finale armonioso e naturale. E soprattutto è compito del chirurgo plastico, consigliare i propri pazienti, indirizzandoli verso scelte di buon seno non solo per la loro immagine ma anche per il loro benessere.

Spesso le pazienti arrivano nello studio del chirurgo senza sapere davvero cosa chiedere né aspettarsi, ma con la sola richiesta di “ingrandire e rendere più voluminoso, pieno, alto” il loro seno. I seni non sono tutti uguali però, né tutti uguali sono i fisici e i bisogni delle pazienti.

Innestare protesi spropositatamente grandi su corpi minuti, ad esempio, sarebbe una mancanza di buon senso prima ancora che di buon gusto e, in questo, caso, sta al chirurgo portare la paziente a compiere la scelta più giusta che, sempre parlando di buon senso prima ancora che di gusto estetico, è sempre quella di un seno che risulti il più possibile naturale e in armonia con il fisico che deve andare a valorizzare.

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