Mastoplastica additiva, ovvero l’intervento più richiesto e realizzato in chirurgia plastica. Un intervento volto all’ingrandimento e al rimodellamento del seno con l’ausilio di protesi. I primi interventi di mastoplastica additiva risalgono a epoche piuttosto lontane (i primi interventi registrati risalgono all’800). Una scelta chirurgica che ha trovato ufficialmente un posto autorevole nella chirurgia alla fine degli anni 60′ del 900. In quasi 50 anni i progressi della mastoplastica additiva sono stati importantissimi. Non solo per quanto riguarda la tecnica chirurgica, ma anche per quanto riguarda la qualità e la varietà delle protesi. Sono sempre di più le aziende che producono protesi di altissimo livello pensate per ogni tipo di seno e di metodologia chirurgica.

Chi oggi vuole sottoporsi ad un intervento di mastoplastica additiva ha a disposizione una scelta sempre più vasta di possibilità. Una scelta che è importante fare con la guida del proprio chirurgo plastico. Solo così e solo partendo dall’analisi medico-chirurgica di un chirurgo estetico si può arrivare alla scelta migliore per il proprio seno. Una protesi che assecondi la propria morfologia e che ne corregga eventuali imperfezioni o altre ad aumentarne il volume.

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Mastoplastica additiva: la forma delle protesi

Le protesi per l’intervento di mastoplastica additiva sono diverse. Scegliere la forma più adatta a sé significa avvicinarsi sempre di più ad un risultato naturale ed impercettibile, sotto tutti gli aspetti.

Le forme delle protesi possono essere infatti: 

Protesi a forma rotonda: hanno un fronte e un retro e non richiedono particolare attenzione nel posizionamento rotazionale.

Protesi anatomiche: oltre ad essere formate da un fronte e un retro, hanno anche una sezione alta e una bassa.

Protesi a goccia: possono garantire un risultato naturale mentre ma non sono adatte all’anatomia di tutte le pazienti.

Oltre la forma c’è poi da considerare la scelta del materiale di cui sono composte le protesi. Se una volta la scelta era limitata al silicone, oggi le possibilità di scelta per l’intervento di mastoplastica additiva sono molteplici. Ogni materiale e ogni tipo di superficie delle protesi seno è pensata per adattarsi in maniera quanto più perfetta possibile al seno in cui verrà impiantata. Anche la scelta del materiale della protesi sarà per questo motivo oggetto di analisi per il chirurgo plastico. In base al seno della paziente e al tipo di risultato che si vuole ottenere ci si orienterà su un materiale o su un altro.

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Quali sono le alternative e i materiali delle protesi seno? 

Protesi con soluzione salina: sono fra le più moderne per gli interventi di aumento del volume del seno e sono anche più sicure in caso di rottura (in questo caso si ha solo la fuoriuscita di soluzione salina con conseguenze irrilevanti, a differenza del silicone che può causare cicatrici e indurimento del seno)

Protesi con gel al silicone: hanno una consistenza più o meno morbida e sono le più utilizzate nel 90% circa degli interventi di aumento seno.

Protesi “a laccio”: la tipologia forse meno comune. Il materiale utilizzato è il polipropilene e consentono al seno di continuare a crescere dopo l’intervento e per questo vengono preferite dalle donne che vogliono avere il seno della massima grandezza possibile.

Protesi a base di tessuto: ovvero il lipofilling. Una particolare tecnica chirurgica che prevede l’utilizzo del proprio tessuto adiposo. Questo viene prelevato dalla paziente stessa (dalle zone in cui è in eccesso) e reimpiantato nel seno. È indicato solo per aumenti di volume leggeri.

 

Mastoplastica additiva: si capirà che ho rifatto il seno?

Quando si pensa ad un intervento di mastoplastica additiva, uno dei primi dubbi e delle prime domande che ci vengono posti è proprio questo. Ci si domanda se dopo l’intervento sarà visibile alla vista e al tatto. Ci si preoccupa della naturalezza del proprio aspetto e un po’ anche del giudizio degli altri. Molti per esempio pensano che un seno rifatto è riconoscibile dal suo aspetto troppo “adolescenziale”. Spesso invece ci si chiede a cosa somiglierà al tatto e se si sentirà la protesi. Sarebbe una bugia dire che un seno rifatto sia uguale ad un seno totalmente naturale, ma se la scelta del chirurgo plastico sarà oculata e ben studiata (dal punto di vista dell’intervento e della scelta delle protesi) il risultato garantirà la massima naturalezza. Questo permetterà alla paziente di ottenere un seno perfetto senza avere un aspetto “plastico” e garantisce nel risultato finale, un corpo armonico, naturale ed elegante, consentendo alla protesi di adattarsi in maniera naturale al seno e di risultare appena percettibile anche al tatto.

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