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Emergenza Covid19: la medicina estetica si ferma per pensare alla salute di chi è a rischio

Tutto il mondo ha ormai fermato il grande ingranaggio della vita quotidiana a causa della rapida diffusione del Coronavirus. In Italia tutti i medici hanno interrotto le loro attività private per venire incontro all’attuale emergenza sanitaria degli ospedali, indipendentemente dalla disciplina da loro praticata.

Anche io, in qualità di medico e di chirurgo, da un mese a questa parte ho accantonato la medicina estetica per dedicarmi integralmente alla professione ospedaliera. È una scelta dettata non solo dalle necessità, ma anche dall’etica e dal rispetto nei confronti di coloro che sono vittime del Covid19 e lo combattono ogni giorno per rimanere in vita.

In questo momento è bene pensare alla salute di tutti noi e aiutare chi è veramente a rischio.

“Noi restiamo in corsia” non è solo un hashtag, ma piuttosto un segno di speranza e amore per il nostro lavoro. Lavorare richiede un grande coinvolgimento emotivo e una forza interiore sufficiente ad affrontare la sofferenza di altre persone. Si tratta di un lavoro ad altissima intensità fisica, ma soprattutto mentale. Il cronometro del medico è estremamente veloce e non si può mai fermare, soprattutto adesso. Nonostante ciò, io e i miei colleghi continuiamo con il nostro lavoro tirando fuori tutta la grinta necessaria.

Mi mancano molti i miei pazienti di studio, ma tornerà il momento in cui potrò dedicarmi a loro. Tornerà il momento in cui la salute non sarà la nostra prima preoccupazione al mattino ed il pensiero martellante che riempie le nostre giornate e potremo tornare a concentrarci sulle nostre passioni, sulle passeggiate all’aperto e perché no, potremo ricorrere all’intervento chirurgico che desideriamo da tempo: tutto ciò che ci fa bene al cuore sarà di nuovo sul palmo delle nostre mani. Torneremo più carichi di prima.

Insieme ce la faremo e ci abbracceremo di nuovo!

Restiamo a casa e restiamo uniti.

 

 

 

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