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Seno Cadente e Mastopessi

Seno cadente: ripristinare il tono e il volume del seno dopo un dimagrimento

Le diete dimagranti oltre a permetterci di eliminare quei kg di troppo di cui volevamo disfarci, possono avere tra le proprie spiacevoli conseguenze quella di svuotare il seno facendogli perdere il suo turgore e volume originario.

Infatti può capitare che a seguito della perdita dei kili in eccesso, il seno perda tono apparendo cadente e svuotato.

Generalmente, questo avviene quando si seguono diete veloci, le cosiddette “diete lampo”, che ci permettono di farci liberare dei kg in eccesso in un breve periodo di tempo, sacrificando però altro.

Infatti, quando il nostro corpo inizia a dimagrire troppo velocemente, le zone che si svuotano per prime sono quelle composte quasi unicamente da tessuto adiposo e una di queste è appunto il seno.

Indice:

  1. Perchè il seno dimagrisce con la dieta
  2. Cos’è la mastopessi
  3. Mastopessi e mastoplastica addittiva
  4. Il post-operatorio

 

1. Perchè il seno dimagrisce con la dieta

Il seno è principalmente costituito da due parti che sono la pelle e la massa ghiandolare adiposa.

Succede che tutte le volte che si dimagrisce in fretta il rapporto tra queste due componenti varia significativamente e la pelle perde elasticità e volume.

La conseguenza di questo cambiamento è appunto un seno dall’aspetto pendente e floscio.

2. Cos’è la mastopessi

In chirurgia plastica esiste un intervento specifico in grado di risollevare i seni cadenti (definiti anche seni ptosici o ptosi mammarie) e restituirgli le dimensioni originarie ed è la mastopessi o lifting della mammella.

L’intervento di mastopessi permette di conferire ai seni cadenti un aspetto più turgido asportando la pelle in eccesso, rimodellando e sistemando la ghiandola in una posizione più alta e dimensionando e piazzando il complesso areola-capezzolo nella sua posizione originaria.

Il lifting seno viene eseguito generalmente in anestesia generale o locale con sedazione e si effettua in day-hospital in 2-4 ore.

Il tipo di incisione, eseguita su punti non visibili del corpo, varia a seconda del grado di ptosi, se lieve, intermedia o marcata. Esistono tre tecniche di incisione che sono:

  • L’incisione periareolare;
  • L’incisione periareolare e verticale;
  • L’incisione periareolare, verticale e orizzontale.

 

3. Mastopessi e mastoplastica additiva

La mastopessi non è l’unico intervento in grado di ridare tonicità al nostro seno.

Nel caso in cui il seno abbia perso anche parte del tessuto glandulo-adiposo di cui è composto, occorre intervenire anche con un’ operazione di mastoplastica additiva in grado di restituirgli il suo volume originario attraverso l’inserimento delle cosiddette protesi mammarie.

L’intervento consiste nel piazzare delle membrane che contengono gel di silicone, appunto le protesi mammarie, in una tasca al di sotto della ghiandola mammaria appositamente creata per accoglierle attraverso un’incisione.

Si possono distinguere vari tipi di protesi in base alla forma e al contenuto. Tra queste le più comuni sono le protesi con forma rotonda, quelle ergonomiche, a superficie liscia, le protesi contenenti idrogel, le protesi contenenti soluzione fisiologica e le protesi con gel di silicone. Queste ultime sono le più utilizzate.

 

4. Il post-operatorio

Gli interventi di mastopessi e mastoplastica additiva sono abbastanza delicati pertanto richiedono determinati accorgimenti da rispettare dopo l’operazione.

Per i primi 5 giorni successivi all’operazione sarà infatti necessario stare a riposo evitando di muovere i muscoli pettorali.

Inoltre, bisogna astenersi dalla guida di veicoli per almeno una settimana.

La rimozione dei punti avviene in genere dopo una, due settimane a seguito delle quali sarà possibile tornare a lavoro.

Dottoressa Laura Cavarra, Chirurgo Plastico a Catania, Ragusa, Rosolini

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